La Cleopatra di cui parla l’Autrice è una cittadina egiziana. La storia, narrata con particolare affetto, è satura di immagini, odori, sapori, sensazioni, come se un horror vacui letterario ne avesse tormentato la stesura. Nonostante sia stato scritto nel ’31 e pubblicato nel ’36, appare attuale e in qualche modo conosciuto. I personaggi sono quanto di più reale possa confermare la memoria di coloro che, come me, hanno vissuto nei racconti del dopoguerra e in provincia. Ma in provincia mancava allora questo senso di convivenza, di cosmopolitismo, questo sapore da nazioni unite dei poveri che pervade il romanzo. Una vera riscoperta. Una scrittura fresca e assolutamente non legata al periodo o ad una moda letteraria, una capacità di comunicare sensazioni e sentimenti di grande livello. Alla fine, la vicenda appare più attuale che mai e ci restituisce al nostro presente e alla sua indeterminatezza.
“Cortile a Cleopatra” di Fausta Cialente
giugno 13, 2010
Scritto da patriziabr
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